martedì 4 aprile 2017

in secondo piano



Proprio di recente, discorrendo del più e del meno, ti hanno spiegato che il desiderio di affermazione del proprio ego fa parte degli istinti primari, non è mica una debolezza qualunque come può essere il desiderio di una torta alla panna.
Allora ci pensi su, arrivi a casa e su "almost a runner" piazzi un acquerello che ha come tema una paio di barche parcheggiate in riva al (mare?) (lago?), insomma un acquerello che ha ben appagato il tuo sforzo, dipinto il giorno in cui desideravi rendere l'idea della luce e dell'ombra e hai avuto il sentore che il risultato fosse conforme alle aspettative.
Riguardandolo oggi, non è più cosi, la cosa più bella che vedi oggi sono le due casupole in alto a sinistra, quelle che rendono bene l'idea della distanza, sembrano vere.
Il resto ha perso il valore che aveva quel giorno là, oggi vedi due barcacce copiate da una foto, sotto una luce troppo artificiale e anche poco allegra.
Le corse e le tue gare, nel giro di pochi mesi, hanno ricevuto una specie di trattamento decolorante oltremodo analogo a questo, semplicemente perché hanno cambiato forma, sotto la polvere dei pochi giorni trascorsi.
E ti spiego.
Mentre corri la tua mezza maratona, sei tutt'uno col desiderio di affermazione della tua forza, e bene, è un istinto primario a cui non puoi sottrarti. Guai a sottrarti, sei un animale anche tu.
Fai passare qualche mese, e trascorri questo tempo da ex podista per cause non volontarie, ma anzi, obbligate da  inconvenienti fisici insormontabili, e ti rendi conto che il tempo cambia forma alla percezione delle cose in un batter d'occhio, molto più in fretta della geometria, di quelle stesse forme.
Ovvio, rimpiangi la sensazione di chilometri di strada corsi a ritmi sostenuti, il sapore di quegli ultimi cinque chilometri di consapevolezza di una grande gara in fase conclusiva.
Ovvio. Ma che ne rimane? Nessuna impresa epica, piuttosto il viso di qualche persona che applaudiva, qualche orizzonte di colori inaspettati nei momenti di maggiore fatica.
La ricerca di una lucidità mentale che ti aiutasse a non mollare, o la forza che scoprivi dentro di te nella capacità di non mollare mai il tuo passo.
Oggi cambi forma, cambi movimenti, cerchi quelli che non ti fanno male.
La forza è sempre la stessa, ma meno evidente, un pò come le due casette là in fondo, probabilmente è la base che governa tutto quanto.