domenica 2 luglio 2017

C'è o non c'è?


Stai guardando su Rai1 il concerto di Vasco, quello dei record, e sei a una resa dei conti, devi finalmente decidere se Vasco c'è o non c'è.
Ti sei sempre fatto questa domanda in fondo, oggi decidi di darti la risposta definitiva.
Vasco è un pezzo degli anni settanta, non ottanta ma settanta, gli anni che hanno creato il personaggio, il decennio che non hai mai conosciuto come avresti voluto.
E' una serie di canzoni che hanno accompagnato una quantità di musicassette fruscianti in autoradio notturne degli anni novanta, quelle in cui guidavi auto nei weekend piu' nervosi della tua vita.
Il nervosismo era essenzialmente dominato dalla voglia di darsi una dimensione che ancora non c'era, e il tutto si traduceva in eccessi, ormoni a briglie sciolte, ricerca di una dimensione, come dimenticare quella colonna sonora.
Stasera, che tutto quanto e' cambiato, certe canzoni continuano a darti un brivido perché rievocano per l'ennesima volta qualche emozione ipersonica di quegli anni.
Ma le parole.
Parole scritte da Guccini, Gaber, le parole di Faber, puoi metterle su qualsiasi supporto magnetico in qualunque momento della tua vita, e avranno sempre quel motivo di accompagnamento, dalla nascita alla morte.
Mentre Vasco rimane li dov'era, in quell'autoradio frusciante, e diamine, è pur sempre un buon rock.
Vasco c'era, ora non piu'. Era e rimane un gran trascinatore, ma Vasco c'era.
Stasera senti piu' che altro eccelsi chitarristi, un gran rock.

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