lunedì 21 agosto 2017

lunedì


Hai esagerato con la schiettezza, ultimamente, e senti addosso il fardello di frasi troppo sincere e forse un pò troppo violente. Probabilmente non hai un buon carattere, e questo lo si denota spesso in una dialettica senza peli sulla lingua che ti caratterizza talvolta, quando perdi le staffe.
Il problema forse è che perdi le staffe troppo in fretta, e altrettanto velocemente ne senti i rimorsi.
Forte nell'attacco immediato, fragile e incapace di governare le conseguenze, fossero anche solo i tuoi sensi di colpa. E' sempre andata così.
Capitolo due.
Ti addormenti troppo presto la sera, neanche capace di vedere il primo tempo del film di prima serata, che poi tra l'altro inizia alle 21,30.
Quando ti addormenti dormi pesante e agitato, fai sogni spaventosi, che personificano il male traendo spunto da soggetti che incontri lungo le giornate lavorative.
Qui sì che il film te lo giri per intero, anche se non trovi il tasto del telecomando che possa spegnere la televisione. Ti svegli alle cinque, com'è normale che sia per uno che alle 22 già si addormenta, e ti rigiri nel letto in attesa della sveglia.
Capitolo tre.
Esci una sera, la tua sera libera, quella dell'aperitivo, per incontrare un paio di amici. E il tuo aperitivo si allunga temporalmente fino a diventare una cena. Gli amici cambiano, passano, se ne vanno e ne arrivano altri. Scopri di avere nuovi amici e con loro fai lunghi discorsi. Scopri che è notte inoltrata e che gli amici non finiscono mai. All'una di notte decidi che è troppa grazia, il tuo aperitivo è ormai giunto alla stregua di uno stage di filosofia.
Attentati islamici e ghiacciai polari che si sciolgono, nessuno ti potrà vincere, almeno fino a domattina.
Domattina sì, potrebbe essere dura.

domenica 13 agosto 2017

domenica


Non una domenica normale, bensì quella che precede il ponte di ferragosto.
E' sera e hai potenzialmente il tempo di fare ciò che vuoi, potresti metterti lì e abbozzare qualcosa su qualche pezzo di carta, ma non ce la fai.
Hai capito che non è questo il momento adatto, questo è il momento di farti raccontare le cose dal mondo, devi stare a guardare quello che succede fuori, immagazzinare, filtrare e imparare.
E' importante che tu cambi marcia e di dedichi agli altri, devi farlo per te e per chi ti circonda.
Accendi la tv e guarda se c'è un programma per te. Ascolta musica. 
E studia, guarda le foto che ti arrivano da viaggi lontani, quel poco che puoi percepire da viaggi non tuoi, anche questa è esperienza di cui fare tesoro.
Ora è il momento di crescere, non farti prendere dall'ansia, avrai tutto il tempo per provare a mettere nero su bianco quello che avrai imparato.

giovedì 10 agosto 2017

giovedì


Vado o non vado.
A mezzogiorno ci pensi per benino e poi decidi di andare, ma senza stancarti e senza sollecitare articolazioni.
Vai in macchina con pic nic, carta e matita. Lungo la solita strada dei tuoi allenamenti, oggi ti siedi al tavolino, mangi e abbozzi l'albero che hai davanti.
Non potrai mai renderti conto di quanti rami abbia un albero di medie dimensioni, fino al momento in cui deicidi di rappresentarlo su un disegno.
Sono davvero tanti, specie se rapportati al tempo di una pausa pranzo.
Ascolti il silenzio, e ti rendi conto che è un silenzio che da tempo inseguivi, e sapevi che non ne sei più avvezzo, non abbastanza da poterlo reggere per tempi prolungati.
Dovrai allenarti.
Alle 18 e pochi minuti entri nella birreria in cui sai di trovare un valido rifugio.
Un paio di birre medie, dopo la seconda stranamente hai ancora il buon senso di fermare l'istinto che ti porterebbe a sollevare l'indice sinistro. Ancora una.
No, ti fermi e stasera può bastare, è stato divertente e ci si può fermare qui.
Entri in macchina e decidi di sperimentare ancora qualche minuto di silenzio, proprio come nella pausa pranzo, con la differenza che sei nel traffico mini - cittadino dell'ora di punta serale.
Finestrini chiusi, e guardi quello che succede fuori, a pochi metri.
C'è un passaggio di persone che conosci, che per un motivo o per l'altro ti ricordano episodi della tua vita.
C'è un signore zoppicante, che cammina col bastone, non è vecchio ma è malato.
Seduto a pochi passi da lui, un nero che aspetta il bus, che spia lo zoppo con aria compassionevole.
Lo zoppo era un tempo un fenomeno da discoteca, uno di quelli pagati per far ridere i clienti.
Passa un'auto con a bordo due donne. Una delle due è stata, secoli fa, la protagonista di una serata molto intima con te, in un contesto di certo molto alcolico, molto più alcolico che sentimentale.
Nel dehors del bar lì vicino c'è un tavolo di persone che sono all'incirca tuoi coetanei, che conosci personalmente in modo "visivo", e ognuno di essi ti riporta a galla qualche episodio di motorini truccati, gare in auto, qualche scaramuccia, rivalità fra gruppi di amici.
Preistoria, roba che giorno per giorno normalmente ignori, ma che grazie alle due medie riaffiora in modo impetuoso, restituendo alla mente il vero ritmo dello scorrere del tempo.
Il tempo che scorre, e ti scopri  incapace di scandire il giusto ritmo.
Forse perché durante il giorno tendi a far correre il tuo tempo ancora più in fretta, del tempo stesso.

mercoledì 9 agosto 2017

mercoledì


Niente corsa, un giro in bici con cui cerchi di impegnare l'intera pausa pranzo, con la tua bici scassata, con la quale cerchi solo fatica e sudore.
Non ami particolarmente andare in bici, forse perché la consideri un'attività strettamente collegata all'impossibilità di correre, causa infortunio.
Però, dopo aver eseguito quello che ritieni un sufficiente lavoro aerobico, al rientro hai modo di apprezzare alcuni istanti in cui con poca fatica raggiungi questa velocità con solo un leggero movimento delle gambe. Straordinario.
La sera stessa, poi, ci metti una pietra sopra, e ammetti finalmente di non essere nel pieno della tua verve creativa, decidi che puoi anche rassegnarti e viverla come un'esperienza formativa.
Riscopri la televisione dopo un sacco di anni, e alle ore più improbabili della notte ti accorgi che non è affatto male vedere film.
Un buon film è un pezzo d'arte a tua disposizione, nessuna fatica, devi solo godertelo dall'inizio alla fine, con una tisana o un digestivo.
Metterti a letto e ripercorrere gli ultimi istanti di una bella storia, ad occhi chiusi, aspettando che il sonno si impadronisca definitivamente dei tuoi pensieri.
Dopo una vacanza dal lavoro, un'altro periodo di pausa con tutte le attività extra lavorative, una tregua con te stesso, non farà male vedrai.
Ne raccoglierai presto i frutti.

martedi'


Ci sarebbe da ragionarci su, a proposito degli eventi, di come ci si possa sentire impreparati di fronte alla regia che è stata preparata per te per il lasso di tempo di una giornata.
Oggi ti sei trovato davanti ad una trasformazione repentina del tuo ufficio, che dalle 8,00 alle 14,00 di colpo non era piu' un ufficio tecnico, ma un palco per scene di disperazione.
Hai visto uomini distrutti e hai scoperto come la disperazione faccia paura agli spettatori inermi.
Hai scoperto quanto possa essere utile ricorso alle forze dell'ordine, di quanto in certi casi svolgano quella precisa funzione per cui esistono. Dare sicurezza a chi ha paura.
Hai avvertito la precisa, prolungata percezione di un senso di inadeguatezza nella gestione del tuo ruolo, seppure in una situazione particolarmente complessa, seppure in un ufficio trasformato, ma pur sempre il tuo posto di lavoro.
Be' così anche per stasera rimani in attesa di ritrovare quella parte di vita che ti manca, quel tempo che ti appartiene e che ti senti strappare via.

  

lunedì 7 agosto 2017

castelli


Scendere dal letto con davanti una serie di giornate poco piacevoli, non è quello che ti aspettavi in principio.
Nel senso che nei prossimi venti anni, morte permettendo, sarai ancora lì, giorno dopo giorno, ad affrontare un lavoro che non ami particolarmente.
E poi per carità, mai lamentarsi del lavoro di questi tempi.
Così non ti lamenti, scendi dal letto e affronti i primi venti passi doloranti, i soliti venti passi dedicati agli achillei, che tengono a ricordarti che sei un ex podista infortunato a tempo indeterminato.
Poi il dolore fisico se ne va e lascia il passo a quel piccolo dolore più profondo, quello latente, che ogni giorno ti ricorda che non necessariamente hai azzeccato tutte le mosse fin qui.
Forse avresti potuto tentare una vita più avventurosa, più interessante, più soddisfacente, forse no. Forse non ne saresti stato capace, né abbastanza abile, né dotato di sufficiente coraggio.
Terminati i venti passi doloranti, sai già che ti dedicherai a quella mezz'ora di negazione del senso di impotenza, a tutta una giornata piena di sogni bellissimi.
Basterebbe imparare a ritagliarsi quei dieci minuti buoni, ogni giorno, da dedicare a concretizzare un pezzo di tutti quei castelli.