lunedì 7 agosto 2017

castelli


Scendere dal letto con davanti una serie di giornate poco piacevoli, non è quello che ti aspettavi in principio.
Nel senso che nei prossimi venti anni, morte permettendo, sarai ancora lì, giorno dopo giorno, ad affrontare un lavoro che non ami particolarmente.
E poi per carità, mai lamentarsi del lavoro di questi tempi.
Così non ti lamenti, scendi dal letto e affronti i primi venti passi doloranti, i soliti venti passi dedicati agli achillei, che tengono a ricordarti che sei un ex podista infortunato a tempo indeterminato.
Poi il dolore fisico se ne va e lascia il passo a quel piccolo dolore più profondo, quello latente, che ogni giorno ti ricorda che non necessariamente hai azzeccato tutte le mosse fin qui.
Forse avresti potuto tentare una vita più avventurosa, più interessante, più soddisfacente, forse no. Forse non ne saresti stato capace, né abbastanza abile, né dotato di sufficiente coraggio.
Terminati i venti passi doloranti, sai già che ti dedicherai a quella mezz'ora di negazione del senso di impotenza, a tutta una giornata piena di sogni bellissimi.
Basterebbe imparare a ritagliarsi quei dieci minuti buoni, ogni giorno, da dedicare a concretizzare un pezzo di tutti quei castelli.

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